domenica 21 marzo 2010

Peggiorcrazia

Peggiorcrazia sf, df: sistema sociale in cui i peggiori si trovano generalmente ai primi posti.

La peggiorcrazia è un sistema sviluppato principalmente in quelle organizzazioni sociali che alimentano l'idea del loro vivere in comune nella cultura greco-giudaica. Le cause sono generalmente due: una d'origine greca, la democrazia, l'altra d'origine giudaica, la fede. In effetti i peggiori, grazie a questo sistema giungono quasi sempre e con facilità ai primi posti, e lo fanno principalmente per due motivi. Il primo perché c'è un sistema che lo permette, la democrazia, il secondo perché ci sono delle persone che lo permettono, i credenti.

In democrazia si sa, chiunque, per il semplice fatto d'essere cittadino, può accedere al potere. La fede invece si esprime nel carattere morale degli individui, essa non è una possibilità costituzionale, ma piuttosto influisce sulle coscienze delle persone, si sviluppa per lo più in un credo. Ed è a questo livello che si determina, per così dire, il podio peggiorcratico. Coloro che saranno più influenzabili dalla morale, ossia più propensi ad accogliere e far propri i principi della giustizia sociale, limiteranno di conseguenza loro stessi, senza il bisogno che vi sia un'obbligazione esteriore ad imporglielo, la possibile dannosità delle loro azioni.

Ora, se la democrazia permette a tutti d'accedere al potere, chi sarà colui che arriverà primo? Quello che si è posto delle regole morali, dei limiti del tipo: essere onesto, dire la verità, rispettare gli altri ecc., oppure quello che questi limiti non se li è posti, e che con qualsiasi spregiudicatezza può giungere in prima posizione? Molto probabilmente sarà proprio quest'ultimo ad arrivare primo. Del resto bisogna anche dire che, parlando di migliori o peggiori, ciò che si offre è un giudizio morale, un giudizio che discrimina appunto le persone in base a che esse posseggono o meno una certa moralità.

Quando nei Vangeli Gesù di Nazareth disse che i primi saranno gli ultimi e gli ultimi saranno i primi, egli dimostra d'essere ben consapevole che nel mondo la morale è un impedimento per poter essere primi. E' proprio per questo che i peggiori, nel nostro mondo volgare, sono generalmente primi, proprio perché i migliori, se vogliono continuare ad essere tali, devono continuare a rispettare tutti, anche i peggiori. Praticamente in questo modo continuano a consentirgli d'essere peggiori, e questi, lasciati liberi da un sistema democratico che non può a sua volta discriminarli moralmente, preferiscono continuare ad essere primi nel nostro bel mondo concreto, piuttosto che in quello eterno, ma purtroppo ipotetico e fantasmagorico dei cieli.









domenica 14 marzo 2010

Supersesso

Supersesso sm df: il sogno italiano

L'Italia si sa, è il paese che ospita il Vaticano, il paese che da sempre combatte contro un manipolo di stoici convertiti alla dottrina cristiana, i quali hanno sempre fatto di tutto per rinnegare i piaceri dell'odiata carne. La parola sesso è difatti uno dei pochi sostantivi che contenga così tante "S", nome che sembra fatto apposta per ricordarci che quando si ha a che fare con il sesso, si smuovono anche molti serpenti: sì, si sa che i più depravati in quelle "S" non ci vedono altro che delle poppe. Ma gli italiani, cittadini di uno dei paesi più cattolici della terra, sanno bene che, se si pecca, poi ci si può confessare, e che il perdono è sempre garantito a tutti, meno che agli extracomunitari che sono ancora al vaglio. E' dunque per continuare ad essere bravi cattolici che essi continuano a peccare, non per altro, solo per poter continuare ad avere qualcosa da confessare. Ma il sogno vero degli italiani, in effetti, è un peccato inconfessabile, il vero sogno degli italiani è: il supersesso!

Alcuni governanti del resto hanno già dato segnali in tal senso, ma ancora tenui e pieni di riserbo. Loro, difatti, oltre alla scorta per proteggersi amano molto anche possedere delle escorte, che non è come a prima vista sembrerebbe una versione elettronica di quella. Difatti l'escort, che non è nemmeno solo una parola inglese, in Italia sembra divenuta una nuova moneta di scambio per certi ambienti, dove si parla già anche di banche d'escorts, di un certo capital per escorts, ecc. Ma di cosa è fatto in concreto il sogno italiano? Cerchiamo di fornire un elenco, seppur non esaustivo.

Gli italiani abolirebbero di certo l'odiato l'articolo 1 della costituzione che dice, come è risaputo, che l'Italia è un paese fondato sul lavoro. Basta una buona volta col biblico: "guadagnerai il cibo con il frutto del tuo sudore", e poi lavorare stanca, lo sanno tutti questo, anche gli interinali. Anche far sesso stanca, ma è tutto un altro modo di stancarsi. Gli Italiani non lo confesserebbero mai, ma emenderebbero volentieri l'articolo 1, e senza indugi metterebbero: "l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul sesso".

Inoltre il bel paese è turistico per eccellenza, bellezze naturali, cultura, sono là perché i turisti rimangano a bocca aperta, ma la bocca, seppur aperta, non basta, in verità di soldi questi signori non ne sborsano molti. E' invece il turismo sessuale che fa scorrere fiumi di denaro, e questi poveri adepti del sesso dove vanno poverini? Devono rifugiarsi in qualche plastificato sexy shop, quando gli va bene possono distrarsi con un festival dell'erotismo, oppure sono obbligati a contemplarsi il loro sotto ombelico nella virtuale solitudine d'internet, infine, per i più dannati, non c'è altro scampo che rendere l'anima in qualche sudicia bettola di un paese del terzo mondo, là dove fanno poi anche così tanto male alle nuove generazioni. Immaginiamoci invece la Riviera adriatica, in cui al posto di sdraio ed ombrelloni ci siano donne e uomini depilatissimi, che il bagnino installa dietro cospicuo esborso sulla sabbia dorata. L'Italia diverrebbe in poco tempo l'attrazione del turismo mondiale, la crisi economica, un ricordo del passato, i superbonus dei traders di tutto il mondo, intascati quasi completamente dai nuovi professionisti delle spiagge assolate.

Poi finalmente sarebbe risolta anche la famosa crisi del terzo, settimo, undicesimo, ventiquattresimo... mese per alcuni, anno per altri, matrimoniale. Il tasso di questo tipo di crisi si azzererebbe quasi di certo, nessuno avrebbe più bisogno di nascondersi furtivamente da un amante, con i rischi di lacerazione affettiva che ciò comporta, in quanto pagando è possibile anche divenire omosessuali per qualche anno senza che la moglie si senta offesa nel suo amor proprio, le recenti cronache della Regione Lazio insegnano.

E per finire, ma solo a parole: immaginiamoci anche solo quante voci bianche si potrebbero salvare!

Per un sogno così, vale la pena rischiare. Per un sogno così, vale la pena pensare.

Gli italiani hanno un sogno.

Lo confessino!







domenica 7 marzo 2010

Botoxanimare

Botoxanimare v. int. tr. df: arrestare il transito dell'anima.


Già gli antichi indiani d'america, che pare possedessero il dono della saggezza di chi conosce le cose più misteriose ed incomprensibili della natura, sapevano che l'anima di una persona poteva essere rubata semplicemente fissando la sua immagine su una banale fotografia. Era per quello che non amavano farsi riprendere con nessun tipo d'apparecchio fotografico. In effetti che cosa è poi l'anima se non altro che l'essere ciò che appunto anima? E questo animare, dov'è, dov'è che si vede? Nell'immagine di una persona, non certo nei suoi organi interni, che sono, come sanno tutti coloro che hanno avuto occasione di vivere umanamente anche solo una semplice volta, celati dalla pelle. E' in effetti a livello della pelle che si sta combattendo anche oggi l'ultima vera e propria battaglia sulla possibilità di perdere l'anima. Alla stregua degli antichi egizi che avevano elaborato una tecnologia estremamente ricercata e a noi ancora ignota per fare in modo che la pelle esteriore di un corpo non si degradasse irrimediabilmente dopo la morte, oggigiorno la battaglia non si combatte più dopo la morte, ma piuttosto ancora in vita. Questo perché si è divenuti coscienti che l'anima non esiste fisicamente, ma scorre elettricamente, e di conseguenza emana com'energia nel corso del nostro vivere. Queste emanazioni si possono individuare, come fossero i raggi del sole, nella capacità di comunicare degli individui. L'uomo in effetti è l'animale comunicatore per eccellenza, egli comunica sempre e in continuazione, ma ciò che gli appartiene più propriamente, non sono tanto le sue parole, che si possono trovare tali e quali su qualsiasi dizionario, ciò che comunica di più proprio è invece ciò che appartiene alle sue espressioni, le quali sono esclusivamente sue, e non individuabili in nient'altro.

La battaglia per non comunicare attraverso le proprie espressioni è dunque la battaglia dell'uomo per non trasmettere la sua anima, per cercare di mantenerla dentro di sé. Le tecniche di chirurgia estetica, ma anche l'uso di sostanze come il butolino, che è fatto proprio per cancellare le rughe e con esse l'espressione dal viso dell'individuo, è dunque l'ultima frontiera per tentare di non perdere l'anima. Difatti se si acquista l'inespressività, ciò che si perde è proprio la possibilità di mostrare di consumarsi in vita, di far sì che la vita scorra secondo la sua natura; sostanzialmente ciò che si perde, non essendo più forse la semplice anima, è però la vita stessa, ossia la possibilità di poter affermare che, avendo perso la propria anima, ciò che non si è perso è stato il senso della propria vita.

Ognuno faccia i suoi conti.






domenica 28 febbraio 2010

Plusfurbo

Plusfurbo sm df: il più furbo

Il plusfurbo non è un semplice furbo, egli è più furbo di un furbo qualunque. A diversità dei semplici furbi che non si stimano ma in un certo senso per la loro astuzia si ammirano, il plusfurbo lo si può invece solo detestare per il suo alto grado d'ingiustizia e viceversa ammirare incondizionatamente per la sua capacità di brillare al di sopra di tutti gli altri. Se per il furbo la legge è uguale per tutti meno che per lui, per il plusfurbo la medesima legge è uguale solo per gli altri. Facciamo un esempio. Se un furbo deve presentarsi nella sala d'attesa di un medico egli, per entrare prima di tutti, dirà che era già lì prima che gli altri arrivassero, e che si era solo dovuto assentare un attimo inventandosi una scusa qualsiasi. A diversità il plusfurbo telefonerà, in alcuni casi farà telefonare, preventivamente al medico e, promettendogli una lauta mancia, quando si presenterà allo studio si farà aprire la porta dal professionista stesso, il quale con tutti i riguardi del caso lo inviterà ad entrare prima di tutti e senza che questi abbiano la possibilità di proferire alcun malcontento. In un sistema dove vigono le leggi uguali per tutti dunque: i vili ladruncoli possono solo infrangerle, i furbi raggirarle, e i plusfurbi abolirle definitivamente, ma solo per se stessi. Se con i plusfurbi non ritorna dunque l'apparente e ingiusta violenza di un sistema senza leggi, dove sono appunto solo i più forti ad imporsi, vi ritorna però nella completa ingiustizia dei fatti.



domenica 21 febbraio 2010

T.D.D.

T.D.D. sm, df : tasso di disumanità

Il T.D.D. non è composto solo dalle medesime lettere dell'un tempo famoso insetticida D.D.T., perché di questo possiede anche il carattere estremamente tossico. Difatti come il tristemente noto prodotto, che va ricordato fu bandito dal commercio perché poco degradabile e propenso ad accumularsi in modo deleterio nell'ambiente, così anche il T.D.D. tende ad infiltrarsi continuamente e maleficamente nelle persone. Del resto con il termine tasso si sarebbe propensi a pensare che vi sia un governo unico che stabilisce il grado di disumanità. Ma quale? Non di certo quello di una banca: non proprio! Difatti non stiamo qui parlando del tasso d'interesse, né di sconto, così come neppure del tasso di cambio; ma allora di che tasso stiamo parlando? E' vero, altri tassi esistono, molti altri, alcuni tristi, come l'alcolemia, l'infezione, la prostituzione, lo stress al lavoro ecc., altri più gai: di crescita, d'emancipazione, di sviluppo, di ricchezza ecc. E' chiaro però che quello che non esiste è un'unica legge che governa tutti i tassi, ma piuttosto che ogni tasso è governato da una sua specifica legge. E allora, nel nostro caso, qual'è la legge che regola la disumanità? La risposta balza subito agli occhi: l'umanità! Difatti, più umanità troviamo, e meno disumanità si registra. Il tasso di disumanità ha sicuramente un rapporto diretto con l'umanità. L'alto tasso di disumanità, quello che molti osservano nella nostra società, è l'evidenza di un possibile ed imminente esaurimento dell'umanità, quell'umanità che deriva appunto dagli atteggiamenti umani. Ma l'umanità non è solo il frutto d'alcuni atteggiamenti, essa è anche una specie, e quando l'umanità si manifesta raramente, vuol dire che è la specie stessa che si sta esaurendo, che è la specie stessa che è in via d'estinzione. Il tasso di disumanità, che indicizza la mancanza d'umanità, indicizza dunque anche la possibile estinzione dell'umanità stessa. E' per salvare una specie dunque, e non solo degli atteggiamenti, che serve una legge che come per il D.D.T bandisca definitivamente anche T.D.D. Finché l'umanità sarà misurata da un tasso sarà sempre a rischio d'estinzione.

domenica 7 febbraio 2010

Identiurgo

Identiurgo sm df: creatore d'identità.

L'attività dell'identiurgo non è nata oggi, è però nei periodi più cupi che riemerge con clamore. All'inizio, quando non esisteva nemmeno la luce, spettò al Dio d'Abramo fare le prime distinzioni. Dopo fu la volta di Noè, con la sua famosa Arca, a scegliere i "salvabili", e poi la storia fornirebbe di certo numerosi altri esempi, per dismisura citiamo solo il più atroce del secolo trascorso: Adolfo e i suoi aiuti, che anche loro avevano avuto la "geniale idea" d'imbarcare qualcuno su dei carri per purificare il mondo. Si potrebbe però qui obbiettare che mettere sullo stesso piano Dio ed Adolfo è come sostenere che il bene assoluto non sia poi molto diverso dal male assoluto. In effetti apparentemente non sembrerebbero molto diversi, in fondo cosa ne sappiamo noi del bene e del male assoluto? Ciononostante, e in tutti i casi, il bene come definizione non è il male, non esimiamoci dal compito di dare un senso alle cose, altrimenti dove ci ritroviamo? Detto ciò, e con più attenzione, la questione in fondo non è nemmeno quella di distinguere tra il bene e il male, ma piuttosto che Dio (per i non credenti quello dei filosofi), a diversità dell'uomo non ha creato solo una visione delle cose, ma anche la loro sostanza.

La differenza è importante.

Quando si creano le identità: personali, professionali, di partito, nazionali... l'identiurgo coscienzioso sa bene che le nostre verità sono sempre solo ciò che desideriamo: essere più belli, più forti, più importanti, sentirci parte di un gruppo che conta ecc., sono sempre delle definizioni relative alle nostre aspettative, al nostro desiderio di poterci sentire qualcuno, e come tali possono dunque anche sempre tramutarsi nel loro contrario, come avviene per l'amore che può trasformarsi in odio, raramente accade il contrario. I più grandi della terra possono dunque sempre divenire i più piccoli, e non solo per statura, i più ricchi divenire i più poveri, e non solo per denaro, il sud del mondo può divenire il nord del mondo, e non solo in senso geografico, i bianchi possono divenire i negri, e non solo per il colore della loro pelle.

Il bravo identiurgo tiene conto di tutto ciò e, sapendo che prima o poi gli altri potrebbero usare lui, intelligentemente ha imparato a non usare gli altri, inoltre, sempre per non commettere errori irreparabili, ha deciso di lasciare a Dio il compito delle verità supreme. E' in questo modo, e solo in questo modo, che l'identiurgo brilla di luce propria nel firmamento.





domenica 31 gennaio 2010

Nonsenzionalista

Nonsenzionalista sm df: figura eroica del panorama umano.

Erede nella sua immaginazione del superuomo nietzschiano, il nonsenzionalista non manca di nessuna dote. Nichilista perfetto, per lui non c'è nient'altro oltre se stesso. Gli altri solo pecore, per non dire cretini.

Come il vero fattosi carne, è incredulo che la gente non gli abbia ancora consacrato un culto, ma prima o poi dovranno ricredersi del loro errore. Sussiste per sé, brilla con le sue esclusive forze. Tutto ciò che fa, perché è lui che lo fa, è semplicemente geniale. Non c'è discorso che tenga, non c'è logica che lo scalfisca, e nessuna ragione riuscirà mai ad insinuare in lui il minimo dubbio. Il suo parlare è dunque un brainstorming continuo, il suo software di scrittura preferito sembra essere guttalax. Non ha mai nessuna preoccupazione che gli altri lo comprendano davvero, è solo un problema del loro limitato quoziente intellettivo, e per quanto riguarda le idee: nient'altro che ciabatte ammuffite!

Instancabile creatore e manipolatore del nulla, mira a stupire in continuazione, infondendo perplessità a destra e a manca, ma soprattutto: attende!

Attende con impazienza il giorno in cui le bocche aperte avranno estinto anche l'ultimo moscerino; solo allora il suo genio, riconosciuto per quello che realmente è, verrà ripagato a peso d'oro. L'oro, l'unica cosa degna di lui, l'unica cosa che per lui non è ancora riuscita a divenire nonsenso. Ma si sa, se tutti gli uomini hanno i loro limiti, anche i superuomini devono fare i conti con i loro super-limiti.